Cara America, noi europei dobbiamo fare un po’ a meno di te

Si consiglia di leggere la nota medodologica prima di questo articolo.


Perché ripensare alla dipendenza tecnologica dagli USA

I colossi tecnologici americani hanno dato all’umanità realizzazioni importantissime. Hanno cambiato le nostre vite, nel bene e a volte un po’ meno. Pensiamo a Internet, nata dal progetto militare ARPANET. E ancora: Windows, MS Office, i social network, Amazon, Netflix e i circuiti di pagamento VISA e Mastercard e così noi europei abbiamo sviluppato una vera e propria dipendenza tecnologica dagli USA.

Ma il mondo è cambiato. Lo hanno cambiato l’insediamento della seconda presidenza Trump e l’invasione russa dell’Ucraina su larga scala. Oggi il mondo è meno confortevole. Noi europei scopriamo il lato meno amichevole degli Stati Uniti.

Per questo stiamo imparando una lezione importante. Sarebbe meglio guadagnare un po’ di autonomia tecnologica dalle grandi “Big Tech” americane. Come minimo, sarebbe saggio affidarsi di più a software open source svincolati dalle Big Tech.

Un rischio che resterà

L’eccessiva dipendenza tecnologica dagli USA ci espone a gravi rischi. E tali rischi rimarranno anche quando Trump non sarà più presidente.

Le mie scelte personali

Per quanto mi riguarda, evito quasi tutto ciò che proviene da Microsoft. L’unica eccezione è il sistema operativo Windows.

Per l’ufficio, invece, uso da circa 20 anni prima OpenOffice e poi LibreOffice. Quest’ultimo è un progetto sviluppato da una comunità indipendente di programmatori.

Per le email uso Mozilla Thunderbird. Come browser uso soprattutto Mozilla Firefox, seguito a ruota dall’europeo Vivaldi. Come intelligenza artificiale uso molto la francese Mistral, oltre agli immancabili ChatGPT e Claude.

Un consiglio: email criptate con Proton

A proposito di email, vi segnalo Proton, un servizio “freemium” svizzero. L’email è un servizio in chiaro, non criptato. Chiunque intercetti le vostre email può leggerle. Proton permette invece di scambiare email cifrate tra account Proton. Le vostre email diventano così protette contro la lettura da parte di terzi.

Alternative europee: esistono e sono decine

Faccio un uso molto moderato del motore di ricerca Google e praticamente mai di Google Sheets. Ogni volta che posso mi affido a fornitori europei. Detto questo, continuo a usare alcuni servizi “made in USA” per aspetti importanti.

Non tarderete ad accorgervi che le alternative europee a molti servizi americani esistono. Sono decine, come potete vedere qui. Il problema è che molte persone non le conoscono. Non sono informate, oppure sono pigre e non le cercano. Così credono che esistano solo Google e compari.

Un’intervista da vedere

Vi propongo un’intervista interessantissima sul canale YouTube di Raffaele Gaito a Bruno Giussani. Qui sotto riporto la sua sintesi, preparata con la AI Notebook di Google

Sunto del video, che vi consiglio vivamente di guardare nella sua interezza:

L’intervista con l’esperto Bruno Giussani analizza la forte dipendenza tecnologica dell’Europa nei confronti degli Stati Uniti, evidenziando come i colossi del settore digitale non offrano solo strumenti neutri, ma influenzino profondamente la nostra quotidianità, l’economia e la politica. L’autore sottolinea che il passaggio dai tradizionali prodotti software alle moderne architetture in cloud ha esposto i cittadini e le istituzioni a un concreto rischio sistemico, paragonando i data center alle basi militari straniere per il loro potenziale di controllo e pressione. Per riconquistare la propria sovranità digitale, l’Europa deve superare la comodità dell’affidamento esterno e valorizzare le alternative tecnologiche locali, sfruttando strategicamente gli appalti pubblici per sostenere le aziende del territorio. Infine, Giussani mette in guardia contro la cieca fiducia nelle grandi aziende tecnologiche, la cui immensa concentrazione di potere risulta ormai incompatibile con i principi fondamentali della democrazia e della libertà individuale.

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